Matematica · Strutture e trasformazioni

Algebra lineare

L’algebra lineare studia oggetti che si possono sommare e scalare, e le trasformazioni che rispettano queste operazioni. Le matrici ne sono la rappresentazione numerica: descrivono dati, sistemi di equazioni e movimenti geometrici con lo stesso linguaggio.

Un linguaggio per combinare direzioni

Un vettore non è soltanto una freccia: è un elemento di uno spazio in cui hanno senso somma e moltiplicazione per uno scalare. Una trasformazione è lineare quando conserva entrambe le operazioni.

T(αu+βv)=αT(u)+βT(v)

Algebra

Somme, prodotti, sistemi e relazioni tra coordinate.

Geometria

Direzioni, proiezioni, rotazioni, aree e cambi di base.

Calcolo

Algoritmi che trasformano matrici in informazioni utilizzabili.

Combinazioni lineari, span, indipendenza e base

Una combinazione lineare di vettori v₁,…,vₖ ha la forma

αv1++αvk

Span

L’insieme di tutte le combinazioni lineari generate dai vettori.

Indipendenza

Nessun vettore è combinazione degli altri; l’unico modo di ottenere zero usa tutti coefficienti nulli.

Base

Un insieme indipendente che genera tutto lo spazio. Ogni vettore ha coordinate uniche rispetto alla base.

Dimensione

Il numero di vettori di una base; misura quante direzioni indipendenti possiede lo spazio.

Coordinate ≠ vettore. Il vettore è l’oggetto; la colonna di numeri dipende dalla base scelta per descriverlo.

Una matrice rappresenta una trasformazione lineare

Una matrice A di dimensione m × n riceve vettori con n coordinate e produce vettori con m coordinate. La colonna j di A è l’immagine del j-esimo vettore della base canonica.

Ax= [a1an] x1xn =x1a1++xnan

Somma e prodotto per scalare agiscono elemento per elemento. Il prodotto tra matrici, invece, rappresenta la composizione di trasformazioni: in ABx = A(Bx), agisce prima B e poi A.

Laboratorio 1: costruisci il prodotto riga per colonna

Modifica valori e dimensioni, poi avanza: per ogni cella cᵢⱼ il laboratorio evidenzia la riga i di A, la colonna j di B e aggiunge un prodotto alla volta.

A 2 × 3
B 3 × 2
C 2 × 2

Prodotto scalare corrente cᵢⱼ = riga i · colonna j
riga di A colonna di B fattori correnti cella di C
Condizione di compatibilità. Se A è m × n e B è n × p, allora AB esiste ed è m × p. In generale BA può non esistere, oppure esistere ma essere diverso da AB.

Laboratorio 2: guarda una matrice trasformare il piano

Le colonne della matrice indicano dove finiscono i vettori base e₁ ed e₂. Modifica A o trascina il punto blu: griglia, quadrato unitario, area e vettore immagine si aggiornano insieme.

Matrice A
Vettore v
Trasformazioni
det(A)
1
Fattore d’area
1
Orientamento
conservato
Av
(2; 1)

Il punto blu è trascinabile. Il poligono viola è l’immagine del quadrato unitario.

Determinante, invertibilità e rango

Determinante

Misura il fattore di scala orientato di aree o volumi. Il segno indica se l’orientamento è invertito.

Invertibilità

Per una matrice quadrata, det(A) ≠ 0 equivale a rango pieno, colonne indipendenti e soluzione unica di Ax = b per ogni b.

Rango

È il numero di direzioni indipendenti conservate dalla trasformazione, cioè la dimensione dello spazio delle colonne.

Nucleo

Contiene i vettori mandati in zero. Il teorema rango-nullità afferma rank(A) + nullity(A) = n.

A=abcddet(A)=adbc

Laboratorio 3: risolvi un sistema con Gauss-Jordan

La matrice aumentata [A|b] contiene tutte le equazioni. Le operazioni elementari sulle righe non cambiano l’insieme delle soluzioni; avanza per vedere pivot, scambi, normalizzazioni ed eliminazioni.

Sistema iniziale [A|b]
Stato della riduzione

rank(A)
rank([A|b])
Classificazione
Soluzione
Rouché–Capelli. Il sistema è compatibile se rank(A) = rank([A|b]); se questo rango è anche uguale al numero di incognite, la soluzione è unica, altrimenti esistono parametri liberi.

Costo computazionale delle operazioni principali

OperazioneDimensioniTempo classicoMemoria risultato
Sommam × nΘ(mn)Θ(mn)
Matrice per vettore(m × n)(n × 1)Θ(mn)Θ(m)
Prodotto tra matrici(m × n)(n × p)Θ(mnp)Θ(mp)
Gauss su matrice quadratan × nΘ(n³)Θ(n²), oppure in place
Determinante via eliminazionen × nΘ(n³)Θ(n²)

Per matrici grandi esistono algoritmi asintoticamente più veloci e implementazioni che sfruttano cache e parallelismo; il prodotto triplo classico resta però il modello fondamentale da comprendere.

Errori comuni

  • Moltiplicare elemento per elemento quando è richiesto il prodotto tra matrici.
  • Controllare le dimensioni esterne invece di quelle interne: in AB devono coincidere colonne di A e righe di B.
  • Scambiare l’ordine: AB rappresenta prima B e poi A, e quasi mai AB = BA.
  • Interpretare det(A) = 0 come “matrice nulla”: significa invece che almeno una direzione viene collassata.
  • Durante Gauss, applicare un’operazione soltanto ai coefficienti e non al termine noto.

Esercizi esplorativi

  1. Costruisci due matrici quadrate A e B e trova un esempio in cui AB ≠ BA. Segui la prima cella in entrambi gli ordini.
  2. Nel piano, prova matrici con determinante 2, −2 e 0. Confronta area, orientamento e rango geometrico.
  3. Crea un sistema in cui una riga sia il doppio di un’altra. Cambia soltanto il termine noto e osserva il passaggio da infinite a nessuna soluzione.
  4. Spiega perché le colonne di una matrice 2 × 2 con determinante zero non possono formare una base del piano.