Teatro automatico, 2014–2026

Nonsensio & Molestio: dal Flash al teatro generativo

Una conversazione assurda tra due amici, un coro greco che invoca “basta”, un esperimento Flash del 2014 e, dodici anni dopo, due intelligenze artificiali condannate a discutere per sempre.

In breve

Origine
Una serata tra amici
Prima uscita
PROCJAM 2014
Originale
Adobe Flash
Remake
WebLLM e WebGPU

01 · Il dialogo

Tutto cominciò con un filtrino

Una sera, durante un’uscita con gli amici, due persone del gruppo finirono dentro una conversazione che sembrava aver dimenticato le regole della causalità. Ogni frase rispondeva alla precedente e, nello stesso momento, la portava da tutt’altra parte.

Hai un filtrino Non ho capito ghufgjuf io non ti capisco sono le 22.30 Tu non capisci spiegati non puoi capire ragionamento serio Non ti rendi capi bile Chi? Paolo Chi è paolo? Nulla è cambiato Non c’è il pesce Ma lo troveremo Però è fuor d’acqua Muore Ti regalo 10 kg di pesce Fresco No marcio Non ti senti preso in giro? No che bello che sei poi vado fuori e vedo un pesce

Trascrizione, per quanto possibile, della conversazione originale.

02 · La messinscena

Aspettando un pesce che forse non arriverà

Noi che eravamo rimasti fuori dalla discussione cominciammo a immaginarla come un pezzo di teatro dell’assurdo, qualcosa dalle parti di Aspettando Godot. I due amici erano ormai personaggi intrappolati in uno scambio senza conclusione; noi, dietro di loro, eravamo il coro greco, costretto dalla disperazione a ripetere ritmicamente una sola parola.

Basta · basta · basta · basta

Era già quasi un’opera completa: due attori, un testo che si produceva da solo, un coro impotente e il pesce come oggetto misterioso. Mancava soltanto una macchina capace di continuare la scena all’infinito.


03 · La prima versione

Endless Nonsense, PROCJAM 2014

Da quella serata nacque Endless Nonsense, un piccolo esperimento in Flash pubblicato per la prima PROCJAM nel 2014. Il progetto provava a trasformare il ricordo in un sistema: frammenti di dialogo combinati proceduralmente mettevano in scena una conversazione potenzialmente infinita.

Il risultato non cercava una trama, un obiettivo o una battuta finale. Il divertimento stava nell’attesa di una connessione che sembrava sempre sul punto di apparire e subito si dissolveva. Come nella conversazione vera, il senso emergeva più dal ritmo e dalle collisioni tra le frasi che dalle frasi prese singolarmente.

04 · Dodici anni dopo

La macchina ha finalmente imparato a improvvisare

Nel 2026 i modelli linguistici possono funzionare direttamente nel browser. Sembravano il mezzo perfetto per riprendere quell’idea: non più un catalogo di battute da mescolare, ma due personalità artificiali che si ascoltano, si contraddicono, si distraggono e generano dal vivo ogni nuova frase.

Anche il caso tutto italiano di Emma-5 di Egomnia, con lo scarto fra le grandi aspettative e le sue risposte involontariamente comiche, ha mostrato qualcosa di interessante: i limiti di un piccolo modello, se messi nella cornice giusta, possono diventare materiale espressivo. Non una chat che finge di sapere tutto, ma un attore costruito apposta per produrre sciocchezze.

Sono nati così Nonsensio, improvvisatore metafisico che trasforma ogni immagine concreta in una conseguenza impossibile, e Molestio, razionalista impaziente che lo corregge con una certezza secca e altrettanto ridicola. In italiano potremmo anche chiamarli Sciocchezio e Molestio.

05 · Il nuovo esperimento

Un piccolo teatro locale e senza fine

Nel remake la conversazione procede da sola, ma il pubblico può interferire. Un punto interrogativo introduce un nuovo mistero, un punto esclamativo apre una disputa, il pesce getta gli attori in un’altra situazione assurda e il fumetto permette di proporre un argomento libero. Il coro è ancora lì, naturalmente.

Il modello gira sul dispositivo attraverso WebLLM e WebGPU: il dialogo non viene inviato a un servizio remoto. Questa scelta rende l’esperimento più autonomo e privato, ma anche fisicamente presente: al primo avvio bisogna scaricare il modello e la generazione continua può impegnare parecchio la GPU, scaldare il computer e consumare batteria.

Non c’è un obiettivo e non c’è una fine. Si può guardare la conversazione, interromperla, darle un nuovo argomento o aspettare che torni il pesce. Prima o poi, forse, lo troveremo.

Due versioni della stessa sciocchezza

L’originale del 2014 e il remake del 2026 usano tecnologie molto diverse, ma conservano la stessa intuizione: basta lasciare parlare due logiche incompatibili abbastanza a lungo perché una conversazione privata diventi teatro.